​APPIGLI SOTTO IL MUSCHIO

Annedoti

Ricordiamo con un sorriso un episodio successo al sas dei popi una lontana primavera, calda ma con ancora molta neve al suolo: sarà stata la metà di aprile quando presi da una pazza voglia di arrampicare ci siamo ritrovati alla base del masso armati di badile per rimuovere l’abbondante metro di neve che si trovava alla partenza dei tiri. La mattina è passata a spalare neve, quando finalmente siamo riusciti a partire per la prima arrampicata della stagione era ormai tardo pomeriggio. La voglia era tanta ma le braccia indolenzite dal lavoro appena concluso ci hanno fatto sudare parecchio per concatenare la via, chi faceva sicura invece era al sicuro nella trincea scavata nella neve. Il Sas dei Popi è stato utilizzato per molto tempo finché non bastava più per sfogare la nostra passione cosi è iniziata la ricerca di altri massi sparsi per il fondo valle. la storia di com’è nato il nome alla prima linea merita di essere raccontata. Finita la spittatura della linea uno di noi si è deciso a provare i vari passaggi e mentre stava rinviando con una piccola tacca in mano questa  si è rotta,  il malcapitato ha iniziato ad urlare per assicurarsi che chi stava sotto non prendesse sassi in testa :”ociu sas!!!! ociu n’altro!!!” e quando la tacca si era completamente rotta e non riusciva più a rimaner ancorato alla parete l’urlo è stato: “ ociu Mi!!!!” nient’altro che il nome della via.

 

Considerazioni

Se potessimo marcare le ore di lavoro spese nella pulizia, sistemazione dei sentieri , e perché no, quelle spese a fine giornata a ristorarci con buona birra, saremmo sicuramente più vicini alla pensione.

Dopo un po’ ci rendemmo conto che era un peccato che poche persone fossero a conoscenza di questo nuovo luogo dove poter arrampicare indisturbati e un po’ per scherzo si pensò di realizzare un raduno che poi è diventato  anche il modo per autofinanziare le spese necessarie alla chiodatura e al mantenimento della palestra.

Nell’ultimo periodo sta nascendo anche una zona boulder, per il momento i massi sono pochi ma il potenziale è alto.

Di roccia da chiodare ce né ancora tanta e finché il gruppo rimarrà unito  e affiatato i lavori proseguiranno.

Storia della falesia

Sicuramente tutti gli arrampicatori che si sono recati almeno una volta all’interno della meravigliosa Val Garés sono rimasti colpiti, come noi, dalla quantità di roccia che chiude la valle. Da questa meravigliosa vista è cominciato il nostro sogno di valorizzare ulteriormente la valle dal punto di vista dell’arrampicata sportiva. La storia della falesia Appigli Sotto il Muschio vede la luce nel lontano 1986 (forse anche prima) quando un gruppo di alpinisti aveva iniziato a tracciare i primi itinerari con l’unico scopo di creare una sorta di palestre per potersi allenare in vista delle prime vie in montagna. I monotiri erano pochi, spittati a mano (quindi con le protezioni moooolto lontane) e sparsi per i massi che dominavano il fondo valle; mentre la prima zona dedicata prettamente all’arrampicata sportiva era nata in alto lungo le maestose placche dolomitiche. La falesia di Garés è stata dimenticata per lungo tempo, vuoi per l’avvicinamento non troppo comodo o per i gradi difficilmente addomesticabili, ma per fortuna negli ultimi anni un gruppo di ragazzi ha preso in mano trapani, motoseghe e tanta passione e la falesia sta rinascendo.

Momentaneamente sono state lasciate da parte le immense pareti mentre è stato valorizzato il fondo valle. Il primo masso chiodato è stato il “Sas dei Popi” che per molti anni è stato il punto di ritrovo per i giovani arrampicatori che si addentravano nella valle.

Poi una alla volta sono uscite da sotto il muschio tante altre vie raggiungendo per il momento la quarantina di itinerari!

 

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